Critica

SUSI ZUCCHI
Critica

 

EPÒNA di Alberto D’Atanasio

 

Nasce a Carpi (MO) ove risiede e dalle sue opere io risento la generosità e il calore che solo le donne di questa terra possiedono.  Lei comincia a dipingere in età post-adolescenziale, ma è quando matura un cuore di ragazza in un corpo di giovane donna che riprende con maggior assiduità la sua produzione artistica, consolidando la sua tecnica che attualmente si basa sul polimaterico, avvalendosi di pittura acrilica, stoffe, filamenti di juta, frammenti di vetro ed altri materiali. Qualcuno ha definito le sue Opere come un richiamo "barocco", io credo che pensare al barocco dopo aver visto le sue opere è come assaporare del cioccolato senza toglierlo dall’incarto. Susi Zucchi prende elementi e oggetti che hanno a che fare con l’ornamento, con la tessitura e compone le sue opere equilibrando tonalità cromatiche e oggetti collocati come un collage e riesce a ottenere un equilibrio di colore linea e forme che risentono dell’insegnamento che fu di Piet Mondrian sia nella sua esperienza formale che in quella concettuale ed astratta. Ogni parte delle sue opere è sapientemente giustapposta e premette armonizzando le altre. C’è musicalità nelle sue opere, come se ogni tonalità sia di colore, sia di linea che di forma fosse orchestrata perché l’insieme risulti intonato. In quest’opera il cavallo di Musardo si veste di trine, merletti, ricami che hanno la stessa suggestione di vetrate di chiese, rosoni romanici, volute e intarsi antichi che si uniformano nel candido colore della sposa: il bianco. E i chiari scuri che si formano con le textures sono felicemente armonizzati con un tocco di rosso, la passione, l’amore, quella la voluttà che esce dal cuore e inebria le menti di chi sa guardare col cuore prima che con gli occhi.

 

 

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17 – 27 settembre 2009

Musardo Assisi

L'opera del Mestro Musardo è costituita da due sagome in alluminio che intrecciandosi danno vita a una scultura dall'effetto tridimensionale a grandezza naturale (170cm di altezza e 200cm di larghezza)

"Con la sua nuova opera scultorea Vincenzo Musardo rende omaggio alla grande età classica. In particolare l’attenzione dell’artista è rivolta alla figura di Fidia, lo scultore per eccellenza, colui che impresse a questa forma d’arte l’urgenza della realtà.
I due cavalli di Musardo, liberi e selvaggi, corrono appaiati e sono tanto vicini da sembrare un unico animale a due teste.