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UN DIALOGO CON IL MONDO INTORNO Paolo Levi Carla Insalata è pittrice di lampante derivazione post impressionista. Mancava, fino ad oggi, un’esatta definizione dell’opera di questa pittrice, autrice di suadenti visioni del quotidiano. Tenterò di darla io stesso, addentrandomi nell’analisi della sua ricerca figurale: in confronto alla forte evidenza narrativa dei pittori della realtà che operavano nella seconda metà del Novecento – penso a Renato Guttuso o alla impietosa icasticità di certi pittori ‘attualisti’ - il procedimento scelto da Carla Insalata si risolve in un addolcimento estetico della dura apparenza del mondo urbano e contadino. Infatti, questa specie di impressionismo – la nostra artista sa esaltare l’immagine, sottolineando con un forte segno pittorico gli effetti di contrasto - appare come la decantazione visiva di una formulazione poetica. Sono certo che i meriti della sua pittura risiedano non solo nella sincerità delle scelte espressive, che sono dedicate all’uomo nella sua quotidianità, e al paesaggio nella sua emblematicità silenziosa, ma anche nello sforzo lucido e meritorio di assorbire e riflettere il carattere transitorio degli eventi affrontati in ogni singola opera. Carla Insalata trasmette all’osservatore l’efficacia oggettiva di un’iconografia contemporanea, ma anche e soprattutto una durevole e complessa combinazione di momenti ritmici e dinamici. Attingendo le sue tematiche direttamente dalla realtà e trasfigurando l’immagine in un lirismo intimistico, l’artista esplicita il suo rifiuto di affrontare il ‘vero’ e il ‘reale’ come documenti freddi dell’oggettività. Ma non solo: le sue indagini sugli aspetti esteriori della vita, la portano, a volte, a insistere sull’ambiguità misteriosa che circonda l’uomo. Questo elemento di disincantato conferisce echi inediti al suo linguaggio espressivo. E se ho parlato di lirismo, va pure detto dell’intento critico con cui la pittrice rivisita la quotidianità e lascia spazio all’incertezza interpretativa del mondo che la circonda e coinvolge. È quindi attenta a porgere messaggi anche allusivi, e a ridefinire le connessioni sottili che legano l’umanità all’habitat cittadino e rurale, risolvendo le possibili dicotomie fra l’una e l’altro attraverso una raffigurazione fortemente movimentata; il che potrebbe anche suggerire l’illusorietà dei rapporti fra spazio e tempo. Carla Insalata possiede nella sua pittura la temibile dolcezza e la cortesia dei veri poeti che narrano per immagine l’essenziale, sottintendendo il superfluo. In questo suo cantare un mondo comunque accettato e amato, le forme tendono talvolta a dissolversi in una pura vibrazione, senza stridori cromatici e neppure compiacimenti descrittivi. Per questo motivo i complessi narrativi si concludono nell’evidenza di un pathos inedito; il colore è puro e squillante; la raffigurazione è con evidenza desunta da una suggestione emotiva; la visione d’insieme deriva da un’inquadratura afferrata d’istinto e plasticamente – non a caso è stata la scultura a segnare i suoi esordi - prima ancora di essere rielaborata sulla tela; ci si avvede della preferenza per i tagli quasi espressionistici, che riferiscono di un’appropriazione in diretta del soggetto prescelto; tutto questo, infine, conferisce alla narrazione una singolare efficacia. Ciò che colpisce in questi lavori - dove certo non intercorrono rapporti idilliaci tra la presenza umana e l’ambiente – è, da un lato la tensione ideale che in lei appare salda e matura, e dall’altro un insieme di tenerezza e di inquietudine, ossia il linguaggio dell’emozione e della ragione poetica. LA VITA COME UN VIAGGIO Maria Grazia Frisaldi Un viaggio in punta di piedi, alla ricerca di un indefinito desiderio di equilibrio attraverso gli elementi opposti e complementari, le luci e le ombre caratterizzanti la realtà, alla ricerca della collocazione più vicina al concetto di "quiete", mentre tutto sembra scorrere in bilico tra due situazioni opposte, un viaggio a passi felpati a metà strada tra l'astrazione e la figurazione. Equilibrio: un desiderio vano, oggetto del desiderio e della vanità, che ci sfugge sempre dinanzi e ci spinge ad andare oltreil "capolinea della realtà", sconfinando quindi in un'irrealtà del tutto personale, dove la soggettività possa costituire l'oggettività in un momento di piena sublimazione e dove la propria essenza riesca a sintonizzarsi con il resto del mondo, liberando paure e desideri rimossi. Piccole interferenze di colore. Schizzi di giallo, azzurro, rosso fanno capolino dalla rete bicolore per essere intese come risoluzione, come compromesso alle numerose antitesi della vita.E' nient'altro che il viaggio della vita di tutti gli uomini, i veri protagonisti di questo meraviglioso spettacolo, dove non ci sono idoli nè eroi; siamo solo uomini e donne, ritagliati dalla monotona quotidianità cittadina e la nostra grandezza sta proprionella consapevolezza della nostra finitezza ed imperfezione. Una bravura capace di unificare il molteplice, estrapolando con mano leggera e come sommessa, frammenti del reale che diventano quasi una sonda di introspezione poetica e tutta privata, un'intensità poetica, appunto, raggiunta attraverso l'apparente freddezza dell'analisi inedita e ravvicinata, quasi uno sguardo indiscreto e indagatore di situazioni colte nella vita ordinaria. Una spiccata vocazione all'(auto); e non solo a riflettere sui propri sentimenti e atteggiamenti, a giudicarsi, a mettersi in discussione, ma anche a chiarire i motivi di fondo della vita stessa, ad elaborare teorie e principi di poetica. Un tale atteggiamento è da considerarsi come preludio di un titanismo allo stato puro. Una concezione artistica intrisa di una poetica elegante nella sua semplicità, sensuale e femminile nella sua essenzialità raggiunta attraverso i tratti sinuosi ed al tempo stesso decisi tracciati dall'artista. Ed ancora la simbolica funzione del colore: un profondo monocromatismo, "incontro-scontro" del bianco e del nero, declinati in tutte le gradazioni possibili, in modo tale da poter prescindere da quelli che sono i cromatismi prevedibili e consuetudinari. Una scelta artistica, ma anche e soprattutto , una scelta di vita. Movimento, energia, forte carica dinamica ed ancora calore. Tutto ciò ottenuto solo dall'abile mano dell'artista e dai suoi giochi di chiaroscuro. Tutto questo ed altro ancora nell'opera "L'arrivo" di Carla Insalata. IL MIO INCONTRO CON CARLA INSALATA Giorgio Chiesi
LA PITTURA DI CARLA INSALATA Stefano Capone
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